Chi sono

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Ho 48 anni, ho due figli e vivo a Roma. Mi piace viaggiare, fotografare, leggere e andare in moto. Mi interessa tutto ciò che riguarda la tecnologia. Sono appassionato di politica e di sindacato, che seguo anche a livello europeo per conto della Falbi. Sono un tifoso giallorosso: della Roma e della squadra della mia città di origine, il Catanzaro.
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mercoledì 1 gennaio 2014

I buoni propositi del 2014

Mi sono casualmente "affacciato" sul blog qualche giorno fa, quando ho letto una risposta ad un post che avevo scritto mentre mi trovavo a Bucarest. Ho replicato all'anonimo interlocutore e l'occasione mi è servita per dare un'occhiata ai miei vecchi post.

La pigrizia, ma soprattutto i miei continui spostamenti tra Roma e Catanzaro, mi hanno tenuto lontano da qui. Non ho materialmente il tempo di accendere il PC e di spendere qualche decina di minuti per scrivere. Eppure mi piaceva farlo!

Oggi inizia il nuovo anno, e agli inevitabili buoni propositi che mi sono ripromesso di mantenere, aggiungo quello di impegnarmi a scrivere con più assiduità sul mio blog. 

Fra l'altro non posso davvero tenermi dentro le sensazioni che provo leggendo i nuovi editoriali di Scalfari, o il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica. Ah, a proposito, ma voi l'avete capito quale sarà l'evento che lo porterà alle dimissioni? 

Insomma, non è cambiato niente, i miei "nonnetti" preferiti mi fanno sempre un certo effetto... 

Stay tuned, vi aspetto!

E Buon 2014 a tutti voi!

domenica 24 febbraio 2013

BOOOOMMMMMM!!!!!!

Il grande giorno è arrivato: sono appena rientrato dal seggio, dove ho compiuto, con grande soddisfazione, il mio diritto/dovere di cittadino.

Con grande soddisfazione, nonostante faccia parte della "zavorra molta pesante". Già, questa è la felice definizione con cui gli elettori di Grillo e Berlusconi, che insieme rappresentano il 50% dell'elettorato, sono stati accomunati ed etichettati da un signore ultra ottuagenario molto democratico, che scrive tutte le domeniche sul quotidiano che ha fondato. Lo stesso signore, nell'articolessa di stamani, oltre a manifestare un concetto un po' curioso di chi non la pensa come lui, è caduto in qualche contraddizione, specie quando ha deplorato coloro i quali pretendono di governare senza esperienza politica. 

Si tratta, infatti, dello stesso signore che si è sperticato per un anno in elogi verso il Governo Monti, il quale è composto anch'esso, quasi completamente, da personaggi senza alcuna esperienza politica. Questo signore oggi profetizza che il grillismo sgovernerebbe il Paese se avesse il potere. Ovviamente, la ricetta grazie alla quale il nostro Paese si salverà, sarà il Governo del PD insieme a Monti, che si immolerà nuovamente per il bene della nostra Patria.

E se invece il problema di questo Paese fosse chi (destra, sinistra, centro) è stato al potere fino ad ora (e quindi ha esperienza politica)? Scalfari l'ha capito che gran parte della gente è stufa proprio di chi è stato in Parlamento fino ad ora? Ma no che non l'ha capito... 

Meglio così... Domani il risveglio sarà duro per l'oligarchia che ha avuto in mano il Paese fino ad ora. Non hanno capito niente, ma d'altronde loro cosa ne sanno della gente che fatica ad arrivare alla fine del mese, di chi è pieno di debiti, di tasse, di chi manda i figli in scuole dove bisogna portare da casa la carta igienica, di chi è costretto a curarsi in strutture sanitarie inadeguate e indegne di un Paese che velleitariamente ambisce ad essere tra i più industrializzati al mondo?

Io ho ripartito equamente il mio voto tra due nuovi soggetti politici, è stato un voto di protesta, e ritengo e spero che tanti come me abbiano fatto questa scelta. Non siamo zavorra, caro Scalfari: siamo cittadini che lavorano, che vogliono mandare avanti l'Italia, in maniera diversa rispetto a chi ci ha condotti fin qui.  

Ovviamente sarà molto difficile che il fondatore di "Repubblica" possa leggere le mie parole. Ma se ciò dovesse avvenire, mi permetto di rivolgergli un consiglio: vada in pensione, si goda la vecchiaia e la smetta di insultare chi la pensa diversamente da lei.

Nel frattempo ascolti bene la deflagrazione di domani... Farà BOOOOMMMMMM!!!!!!

domenica 10 febbraio 2013

Fritto misto

Oggi ho voglia di parlare a ruota libera, su argomenti diversi.

RUZZLE
Partiamo da Ruzzle, il gioco del momento: per un lungo periodo, pur sentendone parlare, ho evitato accuratamente di scaricarlo; poi, spinto dalla curiosità, ho ceduto.
Cosa dire? Il gioco è veramente una calamita per gli occhi e per le dita (la rima non è voluta), si è portati a cercare avversari sempre più ostici, è un passatempo molto gradevole, da utilizzare specialmente nei brevi momenti di attesa, durante una fila, dal medico, e così via.
La cosa molto triste è che ci sono dei bari, e sono tanti, che riescono a bloccare il tempo, che scaricano le soluzioni già precompilate e poi giocano la loro partita con la soluzione già in tasca. Io mi chiedo: a cosa serve barare in un gioco dove non si vince niente, dove si stimola  la mente, e alla fine se vinci utilizzando le tue risorse intellettive puoi essere soddisfatto, ma se perdi puoi solamente avere uno stimolo a fare meglio? E' lo stesso principio che vale, mutatis mutandis, per il ciclismo.
A proposito, se avete voglia di fare una partitina, io sono raoulbar.

IL CICLISMO E IL DOPING
Dicevo, a cosa serve barare in un gioco dove non si vince niente? E mi è venuto in mente il ciclismo.
Pochi giorni fa abbiamo ascoltato la storia di Lance Armstrong, che ha confessato di aver assunto sostanze dopanti in occasione di tutte le edizioni del Tour de France vinte; oggi sentiamo che molto probabilmente anche Mario Cipollini, icona italiana del ciclismo di un decennio fa, avrebbe fatto regolare uso di sostanze dopanti.
Vi confesso che oramai non mi sorprendo più quando sento queste notizie. E' chiaro che il ciclismo è uno sport dove la larghissima maggioranza dei professionisti ricorre al doping.
Il problema è che oramai il ciclismo non è più uno sport, ed è un peccato, perché è uno sport che ci ha lasciato negli anni immagini epiche, immagini indimenticabili di sofferenza, di fatica. Ma di fatica umana. Che senso ha farsi del male per vincere? Che senso ha barare, e non solo tra i professionisti, facendo male alla propria salute e rischiando l'incolumità fisica?
Ritengo doveroso che chi ha il potere di intervenire, a livello di CONI, ma anche più in alto, deve farlo. Bisogna evitare questo scempio, e bisogna evitare di svilire uno sport incredibilmente bello e molto seguito in tutto il mondo. Ma forse gli interessi in ballo sono tanti: gli sponsor, le macchine organizzative degli eventi che sono già all'opera...
Io fermerei tutto per un anno. Bisogna riflettere. Per il bene del ciclismo.

LA LITANIA DOMENICALE
Lo so, mi ripeto, ma non riesco a non commentare il consueto editoriale della domenica di Eugenio Scalfari.
La musica è sempre uguale: demolizione sistematica di Berlusconi, Grillo, Ingroia e Travaglio, poi grandi lodi al risultato ottenuto da Monti a Bruxelles, infine come sempre elogi a Mario Draghi e, infine, unica nota positiva, una recensione a "Lincoln". Stavolta Scalfari non incensa il terzo personaggio del suo "trio meraviglia" (che poi, a suo dire, sono tre suoi amici): il Presidente della Repubblica.
Ma forse non è una scelta inconsapevole: Giorgio Napolitano ha appena incassato la decisione del GIP di Palermo, che ha dovuto disporre la distruzione delle intercettazioni tra il Presidente della Repubblica e l'ex Presidente del Senato Nicola Mancino.
A mio avviso la sentenza della Consulta lede alcuni articoli della Costituzione, ma tant'è: molto probabilmente, già domani, un altro segreto della nostra Repubblica resterà tale.
Evviva la democrazia, evviva l'Italia.

domenica 3 febbraio 2013

Scalfari e i poteri autoalimentati

Dopo aver letto l'odierno editoriale di Scalfari su Repubblica, riprendo a scrivere sul blog.

La musica del fondatore di Repubblica è sempre la stessa: dopo una fase di innamoramento verso l'attuale premier, l'anziano "guru" di Repubblica ripete sempre la stessa litania. Bisogna votare per il PD, che tutto sommato è il miglior partito italiano, bisogna ignorare Grillo, che raggiungerà una discreta percentuale ma non riuscirà ad andare oltre il 20% e ovviamente non ce la farà a vincere. L'articolo dedica, con una certa sufficienza, poche parole ad Ingroia, e dopo la diagnosi, e dopo aver spiegato agli Italiani che il pericolo per tutti è Berlusconi, Scalfari propone la sua cura: "... per il Senato il discorso è diverso, ma lì non c'è soltanto Monti, c'è anche Casini e non è affatto detto che sia in tutto e per tutto allineato con Monti. Probabilmente, se il Pd vincerà alla Camera ma il Senato fosse senza maggioranza, Casini l'alleanza con Bersani la farebbe e la governabilità sarebbe assicurata, gli impegni con l'Europa mantenuti, la politica economica europea e italiana orientate verso la crescita. Ecco perché il centrosinistra deve vincere".

Evviva! Un'alleanza tra Bersani e Casini (che giustamente, forte della sua straripante forza elettorale la concederebbe al segretario del PD), l'Europa ringrazia e siamo tutti felici e contenti!

Conte-Crozza direbbe: "AGGHIACCIANTE"!!!

Penso che leggere gli editoriali di Scalfari sia come assistere agli interventi in TV di Berlusconi: sempre la stessa litania. E sempre la stessa difesa d'ufficio per i potenti e per i poteri: il Presidente della Repubblica ha sempre ragione, la Banca d'Italia non ha sbagliato nulla, ma ha pochi poteri, dovrebbe poter commissariare le Banche e poter sciogliere i consigli di amministrazione. Eppure non ricordo di aver letto proposte simili da Scalfari, prima d'ora. Ovviamente la difesa d'ufficio per Bankitalia (che è in grado di difendersi benissimo anche senza l'aiuto del vecchio guru di Repubblica) va estesa anche ad un altro amico di vecchia data di Scalfari, il Presidente della BCE che all'epoca dei fatti di cui si parla in questi giorni era al vertice della Banca Centrale.

Cosa dire? Io, modestamente, ritengo che questi poteri che si autoalimentano, che si sorreggono vicendevolmente, dovrebbero sparire. Tutti.

E spero che il popolo italiano, il 24 febbraio, avrà la maturità di scegliere il meglio per il proprio futuro. E quando mi riferisco al popolo italiano, non mi riferisco ai settuagenari o, spesso, ottuagenari che comandano questo Paese, ma mi riferisco al popolo dei lavoratori, dei cassaintegrati, dei piccoli imprenditori, di chi fa fatica a pagare le bollette, di chi è costretto a fare pesanti sacrifici per andare avanti. Il mondo che Scalfari ha in mente forse è un po' diverso. L'Italia è un'altra cosa.

Viva l'Italia