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Ho 46 anni, risiedo a Roma, ma vivo temporaneamente a Francoforte. Ho due figli. Mi piace viaggiare, fotografare, leggere e andare in moto. Mi interessa tutto ciò che riguarda la tecnologia. Sono appassionato di politica e di sindacato, che seguo anche a livello europeo per conto della Falbi. Sono un tifoso giallorosso: della Roma e della squadra della mia città di origine, il Catanzaro.

mercoledì 6 luglio 2016

La Russia: i treni e i trasporti

Proverò, anche stavolta, a scrivere un diario del mio viaggio in Russia.

Negli altri casi non sono riuscito a portare a termine l'opera, ma stavolta mi riprometto di completare il diario.

E mi porto avanti con il lavoro scrivendo mentre sono ancora qui, in una giornata di trasferimenti, in treno, da Mosca a San Pietroburgo.

Il treno. 

Ne ho tanto sentito parlare, sin da bambino. La Transiberiana, da Mosca a Vladivostok, sul Pacifico, attraverso due continenti.

Ero veramente curioso di vederli questi famosi treni russi. Sono sul quinto su cinque, tutti diversi tra loro.

Il primo l'abbiamo preso per andare da Mosca a Sergiev Posad, cittadina a circa 70 km dalla capitale, famosa per la presenza di un complesso di opere religiose (il Monastero di San Sergio).

La premessa è che ho provato a prenotare tutti i treni dall'Italia sul sito delle ferrovie russe. Oltre al grande ostacolo costituito dal cirillico, il problema è che sul sito non si riuscivano a trovare e soprattutto a prenotare tutti i treni, specie i locali. 

Ho deciso di rinviare le prenotazioni una volta giunto in hotel a Mosca. Così ho fatto: mi sono fatto assistere da una receptionist dell'hotel, che mi ha indirizzato sul sito tutu.ru, che è una sorta di agenzia e ovviamente richiede delle commissioni.

Sono così riuscito a effettuare le prime 3 prenotazioni su 5, ma da quel momento in poi il sistema non mi ha più consentito di usare le mie carte per procedere con le prenotazioni.

Mi mancava la più urgente, quella per Sergiev Posad, dove sarei dovuto andare l'indomani.

La receptionist mi ha consigliato di recarmi presso la stazione Yaroslavska (quella da cui partono proprio i treni della transiberiana) per acquistare i biglietti, preannunciandomi che sarebbe stato impossibile comunicare in inglese. Proprio per evitare, l'indomani, di affrontare problemi legati alla lingua, alle 10 di sera ho preso la metropolitana, e dopo tre fermate sono sceso alla stazione, e ho provato a  trafficare con le macchinette automatiche, che però sono solo in russo! Un ragazzo mi ha visto un po' in difficoltà, mi ha chiesto dove dovessi andare, e mi ha spiegato che avrei dovuto indicare la stazione, inserire le monete e attendere l'emissione del biglietto. Così ho fatto, ma quando è uscito il primo biglietto, gli ho chiesto se valesse anche per il giorno dopo. Mi ha detto di sì e ho proseguito con gli altri 3: 640 rubli in tutto, circa 10€. 
Una volta ottenuti i biglietti, mi sono però preoccupato di verificare quali fossero i varchi di accesso ai binari, in modo da arrivarci in scioltezza il giorno dopo. 
Ho mostrato i biglietti ad una signora della biglietteria e le ho chiesto dove fosse il binario e, per mero scrupolo, se i biglietti fossero validi per il giorno successivo. 

Vi chiederete come abbia fatto a comunicare queste cose, visto che nessuno parla inglese alla stazione. Facile: il traduttore di Google! C'è la versione offline, si digita la cosa che si vuole chiedere e si mostra il telefono all'interlocutore! Il problema, però, è la risposta: loro capiscono me ma io non capisco loro!!! Nei casi peggiori ho chiesto di scrivere la risposta sul telefono (su cui, in maniera previdente, avevo precedentemente impostato anche la tastiera in russo).

Insomma, la risposta è arrivata: i biglietti erano validi solo per quella giornata e sarebbero scaduti di lì a poche ore. Il giorno dopo avrei dovuto rifarli. Accidenti al ragazzo che mi voleva aiutare! 10€ buttati e soprattutto un viaggio a vuoto!

Il giorno dopo ho fatto la mia fila alla cassa e ho preso i miei biglietti, andata e ritorno, per Sergiev Posad. Trovare il binario non è stato difficile. 

Finalmente siamo giunti sul nostro mitico treno russo. Eccolo, l'aspetto pare quello di un locale, ma per una tratta così breve va bene. Nel vagone ci sono tanti sedili da 3 persone, uno a destra e uno a sinistra rispetto al corridoio. L'ambiente è ampio, ma c'è una grande sensazione di povertà.

Dopo una ventina di minuti, appena usciti dall'ultimo anello di Mosca, si presenta all'ingresso del vagone un tizio con i baffi, con dei prodotti in mano, sembrano degli stracci da cucina. Con voce impostata inizia a fare una sorta di spot pubblicitario, mostrando i prodotti che voleva vendere. Il tutto è durato un paio di minuti. Finito lo spot, senza attendere nessun riscontro, il tizio si è velocemente incamminato verso il vagone successivo. E subito dopo un altro venditore, e poi un altro ancora. Vendevano (o meglio, promuovevano) colla, radioline usb, tendine, gelati (gli unici che la gente ha acquistato), ogni genere di articoli di pochissimo valore. A un certo punto è comparso anche un bizzarro violinista, la cui performance è durata almeno 5 minuti.

Posso dire che è stata un'esperienza unica, molto particolare. Nessun comfort, faceva anche abbastanza caldo, ma è stato un modo per entrare a contatto con un popolo parecchio diverso dal nostro e, in generale, dagli altri europei.

Di Sergiev Posad e delle città visitate vi racconterò successivamente.

La stazione di Sergiev Posad

Continuo ora descrivendo il secondo treno: da Mosca a Yaroslavl.

La stazione di partenza è sempre la Yaroslavska, oramai siamo espertissimi. Stavolta, visto che avevamo anche i bagagli, l'abbiamo raggiunta con Uber. Ottimo servizio a Mosca: gli autisti arrivano subito, sono gentili e le tariffe sono molto basse. Abbiamo speso circa 230 rubli (poco meno di 4€) per percorrere una decina di km. Per fare un paragone, 4 biglietti della metro costano 200 rubli.

Stavolta il treno è molto più bello, simile a un intercity, le poltrone sono spaziose, c'è la wifi a pagamento (100 rubli per 4 ore, si può fare!).
Fuori dal vagone, prima di salire, vengono controllati il biglietto e i passaporti (che vanno indicati quando si prenotano i biglietti online).

Dopo una decina di minuti, la signora addetta al vagone ci ha chiesto qualcosa. Fortunatamente di fianco a me c'era seduto un tizio che ha provato a dirmi, in inglese, che la signora ci stava chiedendo che tipo di pasto desiderassimo, e che era tutto gratuito. Dopo un po' è arrivato un vassoio con la colazione, e a distanza di un'oretta è arrivato il pasto caldo. Siamo stati super coccolati, e la signora trattava la carrozza come se fosse casa sua, la puliva in continuazione con grande dedizione. Impressionante! 

Insomma, 4 ore di viaggio molto piacevoli e rilassanti.

Il treno per Yaroslavl

Gli altri due treni, da Yaroslavl a Rostov (circa 40 minuti) e da Rostov a Mosca (4 ore), sono pari ai vecchi espressi in uso alle FS. Nessun pasto, treni datati ma comodi.


La stazione di Rostov

Il Sapsan, il treno veloce russo, assomiglia molto al nostro Frecciarossa. Ci mette poco meno di 4 ore per arrivare da Mosca a San Pietroburgo. Se non avete una scheda telefonica russa, scordatevi la wi-fi!

Il Sapsan alla Stazione di Mosca

Insomma, li abbiamo provati tutti. Sono un’esperienza incredibile per vedere la gente, conoscere le abitudini locali, e verificare che questo è un Paese dalle mille contraddizioni e dai mille volti. Molto ricco nelle grandi città, povero e decadente nelle periferie e nei centri minori.

Vorrei chiudere l’argomento-trasporti parlando degli spostamenti da e per stazioni e aeroporti. 

Il trasferimento dall’aeroporto di Mosca l’ho organizzato dall’Italia, mediante il sito http://kiwitaxi.com/. E’ costato 31€, forse un po’ troppo per le tariffe locali, ma la tranquillità di arrivare in aeroporto e trovare qualcuno che ti aspetta con un cartello che riporta il tuo nome e cognome non è male…

Il problema si è posto, invece, a Yaroslavl. Di fronte alla stazione c’è uno spiazzo dove passano gli autobus (pari a quelli che usavamo 40 anni fa in Italia) e dove ci sono delle auto. Non esiste un posteggio di taxi. Ho provato ad avvicinare un tassista e gli ho chiesto il prezzo per l’hotel (circa 2,5 km). Mi ha sparato 500 rubli (circa 8€, pochi a Roma, ma tantissimi qui) e ho accettato. Mentre recuperavo i bagagli, lui stava allegramente caricando una signora e un bambino e mi ha fatto capire che aveva scelto loro! Chissà quanto deve avergli spillato! A quel punto ho provato ad avvicinare un altro taxi. Il tizio mi ha invitato a salire, ma prima gli ho chiesto il prezzo: 600 rubli!!! Ho desistito, e ho cercato di capire se ci fosse un autobus che arrivasse vicino all’hotel. Non è stato facile capire e farmi capire, ma ne ho trovato uno che ci ha scaricati a circa 700m dall’hotel (costo totale in 4: 80 rubli!).

Ovviamente, la prima cosa che ho chiesto alla receptionist dell’hotel, una volta arrivato, è stata quella di trovarci un taxi per l’indomani, e se possibile uno a Rostov (la tappa successiva) alle 13, in modo da non avere lo stesso problema all’arrivo. La ragazza, che parlava perfino un inglese scolastico, è stata gentilissima: il taxi che ci ha riportati alla stazione di Yaroslavl si è presentato puntuale davanti all’hotel, e ci ha portati a destinazione per 200 rubli. E una volta arrivati a Rostov, alle 13 in punto si è presentato l’altro tassista che ci ha portati in hotel per appena 100 rubli. Gli ho chiesto se fosse disponibile anche il giorno successivo per riportarci alla stazione, ci siamo dati appuntamento e gli ho anche raddoppiato la tariffa! 200 rubli, crepi l'avarizia!


Qualche indicazione pratica: i tassisti si fanno riconoscere dalle tre cifre scritte in grande presenti sulla targa dell’auto. In ogni caso è bene armarsi di pazienza; la cosa più difficoltosa non è trovare la soluzione, ma la lingua! Nei piccoli centri è ancora peggio rispetto a Mosca. Anche la parola “station” risulta incomprensibile!!! E quando provano a rispondere, tendono a parlare tantissimo pur sapendo che non li capisci. Vi assicuro che è abbastanza frustrante. Se doveste venire da queste parti, non dimenticate di scaricare il traduttore russo e le mappe delle località che dovrete visitare (Google consente di mantenere entrambe le utilità offline sul proprio dispositivo)!!!

E a proposito di mappe, qui di seguito trovate la mappa dei luoghi di cui vi ho parlato.


1 commento:

Sabrjj ha detto...

Complimentiiii tutto chiarissimo e utile

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