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Ho 46 anni, risiedo a Roma, ma vivo temporaneamente a Francoforte. Ho due figli. Mi piace viaggiare, fotografare, leggere e andare in moto. Mi interessa tutto ciò che riguarda la tecnologia. Sono appassionato di politica e di sindacato, che seguo anche a livello europeo per conto della Falbi. Sono un tifoso giallorosso: della Roma e della squadra della mia città di origine, il Catanzaro.

mercoledì 16 gennaio 2013

Ho lasciato Twitter


Da un po' avevo maturato la scelta, ieri l'ho attuata: ho disattivato il mio account Twitter.

Parecchie persone, che oramai erano diventate per me familiari, visto che le incontravo quotidianamente sul social network, hanno provato, in verità con grande rispetto per la mia decisione, a farmi rimanere. Mi hanno chiesto il motivo della mia scelta, a cui ho risposto molto velocemente con dei DM (i messaggi diretti, per chi non conoscesse Twitter), in cui, per ragioni di spazio (i DM contengono al massimo 140 caratteri) e di opportunità (in fondo non volevo che mi convincessero a rivedere la mia scelta) ho dato delle risposte vaghe e non esaurienti.

Ora che ho chiuso l'account, posso spiegare tutto liberamente e senza il limite dei 140 caratteri.

Twitter mi è piaciuto tantissimo: non è stato un colpo di fulmine, anche perché ci ho messo un po' a capirlo, è completamente diverso da Facebook (da cui sono pure uscito dopo un paio d'anni), ma l'ho scoperto piano piano. Ad un certo punto ho capito che riuscivo ad informarmi con una rapidità impressionante; scorrendo lo schermo del mio iPhone ottenevo informazioni rapide e immediate, che poi potevo approfondire a mia scelta. Non male! Poi, a differenza di Facebook, è tutto pubblico: quello che dici e che scrivi è accessibile a tutti, quindi tutti stanno (più o meno) attenti a quello che scrivono. Hai, inoltre, la possibilità di interagire con personaggi pubblici, di sapere quello che pensano, quello che fanno. Bellissimo!

La vera passione è nata quando ho iniziato a seguire Fiorello: trovavo la sua “edicola” molto divertente, era una striscia quotidiana imperdibile; ad un certo punto, improvvisamente e senza avvisare, Fiorello ha disattivato il suo account. Avrà avuto le sue ragioni – ho pensato. Ma qualche giorno dopo ha chiesto, sempre su Twitter, la collaborazione di Staffelli per diffondere i suoi video (che continuava a girare). E no, caro Fiorello! Se vuoi che guardiamo i tuoi video resti su Twitter, io da youtube, per il tramite di Staffelli, non ci passo. Ovviamente, non ho mai più visto un'edicola di Fiorello. Ho trovato la sua uscita di scena molto maleducata e anche opportunista: ha costruito un format e ora se lo vuole gestire a modo suo; così, però, si è persa la spontaneità e la semplicità del mezzo utilizzato (e della gente intervistata, ignara del meccanismo sotteso).

Poco male... nel frattempo ho iniziato ad appassionarmi dei tour americani di Jovanotti, il suo modo di usare Twitter continua a piacermi tuttora. Non capisco, anzi lo trovo abbastanza ridicolo, il modo in cui lo usa la moglie: lei non manifesta con Twitter la propria personalità, ma scatta e diffonde foto del marito ad uso e consumo dei fan; lo utilizza, in pratica, come un oggetto da esibire. Usa il marito su Twitter un po' come parecchi usano i cani, i gatti, di cui pubblicano incessantemente foto. Io non conosco nessun'altra donna che pubblichi in continuazione le foto del marito (specie se non famoso) su Twitter. Contento lui...

Un altro bel personaggio, che mi è sempre piaciuto, e che ho sempre seguito, nei venti anni in cui ho comprato per tutti i giorni il Corriere (ho smesso da sei anni), è Severgnini. È un viaggiatore, a mio avviso, più che un giornalista. È un amante del mondo anglosassone, e l'ho seguito con una certa invidia durante il suo tour statunitense, lo scorso giugno. Interessante. Sarebbe bello poter disporre di tanto tempo (e di tanti soldi) per potersene andare in giro a scoprire l'America! Lui è pagato anche per questo: da qui nasce l'invidia, che è un sentimento che mi appartiene per chi viaggia. Lo confesso!

Insomma, ce n'era di carne al fuoco... Poi ci sono le persone che piano ho iniziato a seguire tutti i giorni, con cui ho iniziato ad interagire, con le quali ho incominciato una sorta di amicizia virtuale. Non faccio qui i nomi, ma sono le persone che ho salutato personalmente con dei DM, prima di cancellare il mio account.

È sempre stato mio costume ascoltare le opinioni della gente che non la pensa come me. È per questo che – meglio tardi che mai – dopo aver votato Silvio fino al 2008, ho capito che il “ragazzo” mi aveva preso in giro, e ho cambiato idea... Insomma, ho iniziato a seguire anche personaggi, pubblici e non, verso cui non nutro particolare simpatia: parlo di Casini, Battista, Polito, e altri, e da ultimo Monti e Berlusconi. Ed ecco la prima impressione molto negativa di Twitter: perché i personaggi pubblici e, ancor peggio, i giornalisti, che ultimamente vivono di Twitter, rispondono alle tue domande e alle tue osservazioni, solo quando assecondano i loro pensieri, e ti ignorano con sufficienza quando invece rivolgi loro delle critiche, anche se poste con garbo?

Perché mai un signore che è stato per anni Vice Direttore del Corriere della Sera, che a mio avviso non sarebbe in grado di scrivere neanche sul giornalino della parrocchia, si permette di emanare opinioni sprezzanti solo verso chi non occupa, al momento, posizioni di potere, non risponde alle critiche che gli vengono gentilmente rivolte, e addirittura blocca chi prova a confutare il suo pensiero? Perché questo signore, e altri giornalisti e personaggi pubblici, ignorano sistematicamente le proposte, le critiche dei più, ma sono tra di loro molto loquaci e molto rapidi a rispondersi vicendevolmente? Da ultimo, la tanto pubblicizzata sessione tweet del premier: ha risposto a poche domande, tutto il resto è finito nel dimenticatoio. Io non sopporto, e la trovo una delle forme peggiori di scortesia, che non si risponda ad una persona che chiede qualcosa. Preferisco ricevere una risposta negativa, ma una non risposta è una manifestazione di grande maleducazione.

Le trasmissioni televisive... bello seguirle con Twitter, commentarle in diretta, ma vi dico la verità: ieri sera ho visto Ballarò, per la prima volta dopo mesi senza Twitter; avevo a fianco a me il telefonino, ogni tanto, in modo compulsivo, cercavo l'app (che ho rimosso), ma sapete che sono comunque riuscito a seguire tutta la trasmissione, non ho avuto distrazioni, e comunque la mia idea me la sono fatta lo stesso?

Aggiungo, per chiudere il quadro, che non ho rappresentato esaustivamente (ma non voglio annoiarvi ulteriormente), che iniziavano a darmi fastidio un po' troppe cose: la tizia con i suoi “buongiorni”, il tipo che ogni mattina all'alba esordisce con “we run”, che da poco ha modificato la foto del profilo sostituendo quella di se stesso con la mogliettina (forse per tenerlo al riparo da eventuali improbabili fans) con quella di se stesso con lo scudo crociato e il simbolo di Casini, coloro i quali usano come immagine la foto del gatto, quelli che non utilizzano il vero nome, gli esibizionisti in generale, il ventenne che ha la foto del profilo con Ichino e si sente per questo molto intelligente, ed era prima un fan sfegatato di Renzi: ora per lui non esiste altro Dio che Mario Monti (e Ichino è una sorta di Gesù); e mi ci metto anche io, con le mie stranezze, i miei difetti, anche io sarà stato poco simpatico a qualcuno, è normale... Insomma, non è stato un colpo di fulmine, è stata una storia importante, ma è finita presto... Mi dispiace.

E mi dispiace per le persone che ho incontrato e che comunque resteranno (spero) a far parte della mia vita. Non vivremo un rapporto quotidiano, ma sarà più bello cercarci e raccontarci con più calma e più liberamente quello che vorremo dirci. E poi, vi dico la verità, a me 140 caratteri non bastavano!!!

Un saluto a tutti,
Raoul

4 commenti:

giu17raffa ha detto...

Carissimo Raoul, non posso che essere d'accordo con le tue considerazioni. Io in questi giorni ho molto meno tempo da dedicare a Twitter e vivo comunque bene, anche se devo dire che non saprei rinunciare alla rassegna editoriale che mi offre. E poi sono convinta che la parte migliore di Twitter sia che puoi costruirtelo un po' come vuoi tu.
Rimando i commenti più personali ad uno spazio più privato, ma ci tengo a ricordare che, se si incontrano persone belle, anche Twitter è un bel posto!
A presto, Giulia

Raoul ha detto...

Grazie Giulia,
ovviamente le mie considerazioni valgono solo per me e non vogliono essere un invito, per chi sia presente su Twitter, ad abbandonarlo.
Quello che ti posso dire, dopo due-tre giorni dall'addio, è che, come previsto, riesco a farne a meno tranquillamente, e soprattutto mi ritrovo tanto tempo libero.
Segui il blog, ci conto!
Raoul

Assyrianspirit ha detto...

Se può farti stare meglio, sappi che io t'ho sempre invidiato per i viaggi che fai/hai compiuto :)
Pur essendo una persona più da blog che social, twitter continua a piacermi tantissimo per i motivi che hai esplicitato anche tu, nonostante il trollaggio che avanza imperante...

Raoul ha detto...

E lo so, non si è mai contenti, l'invidia è una brutta bestia...

Anche a me Twitter piaceva, non lo nego, è che ad una certa età non si ha più la pazienza per interagire civilmente con alcune persone. Uno di quelli che ultimamente mi faceva irritare da morire era il nostro amico fan di Ichino e di Monti...

Vuoi mettere chiudersi qui, nel proprio angoletto, dove non ti si fila nessuno?

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