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Ho 46 anni, risiedo a Roma, ma vivo temporaneamente a Francoforte. Ho due figli. Mi piace viaggiare, fotografare, leggere e andare in moto. Mi interessa tutto ciò che riguarda la tecnologia. Sono appassionato di politica e di sindacato, che seguo anche a livello europeo per conto della Falbi. Sono un tifoso giallorosso: della Roma e della squadra della mia città di origine, il Catanzaro.

venerdì 8 luglio 2016

Mosca - le prime sensazioni

La capitale russa mi ha sempre affascinato, e allo stesso tempo spaventato. 

Ho vissuto la mia infanzia e adolescenza rispettivamente negli anni 70 e 80, ricordo Breznev, le immagini che la TV trasmetteva delle riunioni del Pcus, la guerra fredda, la corsa agli armamenti, e poi man mano la svolta di Gorbaciov, l'ambiguità di Eltsin (non ho mai capito se fosse un "buono" o un "cattivo").

I miei coetanei ricorderanno che in quei tempi l'URSS era il "male": le due superpotenze si minacciavano, si sfidavano, boicottarono vicendevolmente i giochi olimpici che si tennero a Mosca nel 1980 e a Los Angeles nel 1984, ma penso che tutto sommato si rispettassero. Ma per noi occidentali il cattivo era l'enorme e antidemocratico stato sovietico. Ricordate "Russians" di Sting?


Sting concludeva ogni sua strofa cantando: "I hope the Russians love their children too". Erano loro a non rendersi conto dei danni che avrebbero provocato alle loro generazioni. Era Krusciov a dire: "We will bury you". E se queste cose ce le cantava Sting, un idolo dei giovani degli anni 80, come potevamo non credergli, come potevamo avere un'immagine diversa delle cose?

Poi tutto è cambiato, è arrivato il 1989, e noi giovani di allora abbiamo vissuto, inconsapevolmente, la nuova storia di una larga parte dell'Europa e della stessa URSS, che divenne prima CSI e poi si disgregò in diverse Repubbliche, la cui principale erede divenne la Russia.

Siffatta divagazione storica - più che altro un breve excursus delle mie sensazioni e dei miei pensieri relativi al mio concetto (o preconcetto) di Russia - è necessaria proprio per comprendere quale fosse lo stato d'animo di un adolescente degli anni 80 rispetto alla Russia. Sicuramente non è la stessa sensazione che può avere un ventenne di oggi, che si approcci a visitare il Paese dei cosacchi.

Oggi non esistono più i Soviet, non esiste più il comunismo, ma la Russia fa sempre una certa impressione, programmare un viaggio nello sterminato Paese che si estende per due continenti non è "acqua fresca", specie se ci si deve andare con la famiglia.

E il primo ostacolo da affrontare è il visto. Che non si fa online, come l'ESTA, ma va fatto al Consolato, e richiede, tra l'altro, la stipula obbligatoria di un'assicurazione sanitaria, e l'invito degli hotel in cui si sceglie di soggiornare. Nell'era di Schengen è veramente una procedura complicatissima. Io ho risolto servendomi di un'agenzia: ho speso un bel po', oltre 160€ a visto, ma mi sono limitato a fare delle foto, a consegnare i passaporti e a ritirarli, dopo una decina di giorni.

Insomma, finalmente arriva il gran giorno della partenza, o meglio, dell'arrivo a Mosca. Dopo tutte le procedure burocratiche da svolgere per il visto, immaginavo di ricevere un questionario sull'aereo da presentare al momento del controllo passaporti. Niente di tutto ciò. E, con grande sorpresa, il controllo dei passaporti è stata una cosa semplicissima, senza fila e senza l'interrogatorio che avviene, ad esempio, quando si entra negli USA o in Canada

Di come arrivare dall'aeroporto al centro di Mosca ne ho già parlato. Voglio aggiungere che la sensazione, attraversando Mosca in taxi, è che sia veramente una città enorme. E ovviamente più si va verso il centro, più la città diventa bella e curata.

Indovinate qual è stata la prima tappa del giro turistico? 

Domanda banale, lo so. Finalmente sono riuscito a vederla, la Piazza che mi spaventava così tanto da bambino e da adolescente. E' grandiosa, anche se la immaginavo ancora più grande, è curata, ordinata. E' un luogo che incute rispetto, senti di essere in un posto importante, dove è passata tanta storia. E sono contento di esserci venuto. E non vedo l'ora di vedere quello che c'è dall'altra parte del muro che circonda il Cremlino, la fortezza.


La Cattedrale di San Basilio

La Piazza Rossa

La Piazza Rossa

Il Mausoleo di Lenin

Andando oltre la Piazza Rossa, Mosca riserva delle sorprese incredibili ai visitatori. Quello che mi ha colpito maggiormente è la cura della città e soprattutto i fiori. Mosca è piena di fiori dappertutto. Ci sono archi abbelliti con enormi vasi di fiori freschi e dai colori meravigliosi. Anche in questo caso proverò a fare una sintesi fotografica, che non ritengo renda giustizia a ciò che si vede andando in giro per la città.









Belli, vero?

Il prossimo post conterrà una selezione di foto di Mosca, con la descrizione dei luoghi visitati. 
A presto!



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