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Ho 46 anni, risiedo a Roma, ma vivo temporaneamente a Francoforte. Ho due figli. Mi piace viaggiare, fotografare, leggere e andare in moto. Mi interessa tutto ciò che riguarda la tecnologia. Sono appassionato di politica e di sindacato, che seguo anche a livello europeo per conto della Falbi. Sono un tifoso giallorosso: della Roma e della squadra della mia città di origine, il Catanzaro.

domenica 28 aprile 2013

Il Presidente della Repubblica, il Governo e la Costituzione

L'Italia ha un Presidente della Repubblica e un Governo. Tutti i mali di questo Paese, a quanto pare, verranno risolti.

Mi faccio male e continuo a leggere, non so più per quale dannata ragione, gli articoli dei vari editorialisti dei cosiddetti giornali indipendenti; la dignità e la coerenza sono due valori che oramai non appartengono più a chi faccia parte della classe dirigente del nostro Paese. La dignità di incensare un Presidente della Repubblica, neoeletto a 88 anni, dipinto come uno statista, che a mio avviso ha violentato e continua a violentare la Costituzione di cui dovrebbe essere il geloso custode e garante. Oramai si scrivono, con naturalezza e con compiacimento inauditi, cose del genere: "Pare che sia stato proprio Giorgio Napolitano a "blindare" il suo nome, a dire che non era negoziabile perché il paese, in un momento così difficile, ha bisogno di avere in questo ministero cruciale un personaggio ben conosciuto all'estero, oltre al sostegno pieno della Banca d'Italia: una istituzione al servizio dell'Italia, appunto, non solo una "fabbrica" di tecnici". 

A me non pare affatto normale che il Presidente della Repubblica possa blindare la scelta di un ministro. E questo è sancito dall'articolo 92 della Costituzione: i ministri sono nominati dal Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri. Ebbene, oggi appare normale che il Presidente della Repubblica scelga il Governo che più lo aggradi, minacciando il Parlamento in seduta comune che altrimenti si dimetterà; appare normale che egli scelga i ministri e addirittura li blindi, che gestisca in prima persona la formazione di un Governo nato due mesi dopo le elezioni, in deciso contrasto con la volontà popolare e con i programmi dei partiti espressi in campagna elettorale. E tutto ciò viene riportato dai giornali come una cosa naturale, quasi con soddisfazione, incensando e lodando questo Presidente della Repubblica, ritenendolo, immeritatamente, un salvatore della Patria. E guai a chi sostiene il contrario, guai a chi dissente.

Si obietterà che l'interpretazione un po' estensiva delle prerogative del Presidente della Repubblica ha consentito che finalmente l'Italia possa avere un Governo legittimamente insediato. Io ritengo che Giorgio Napolitano sia il responsabile dell'incertezza politica che ha consentito solo ora di far insediare un Governo (che durerà fino a quando Silvio Berlusconi lo deciderà). E Giorgio Napolitano è, a mio modesto avviso, il maggior responsabile della crisi, oramai irreversibile, del Partito Democratico. 

Se nel novembre 2011 il Capo dello Stato, anziché insediare un governo tecnico, avesse sciolto le Camere e ci avesse condotti alle elezioni, il PD avrebbe tranquillamente vinto, avrebbe sicuramente adottato i provvedimenti necessari per evitare il default dell'Italia, e, come altre nazioni europee, avremmo ancora un Governo in carica insediato, legittimato dal consenso degli elettori e in pieno servizio. Tutti noi sappiamo come Napolitano ha gestito la situazione, e possiamo solo ringraziarlo se a distanza di quasi due anni ci ritroviamo nuovamente con un Governo che non è l'espressione della volontà popolare (chiedetelo agli elettori del PD), ci ritroviamo con Berlusconi decisivo e sempre più potente (viene addirittura accreditato del 35%), con una disoccupazione sempre più galoppante, e non abbiamo iniziato il percorso virtuoso per uscire dalla crisi. La povertà aumenta, i consumi calano, aumenta la microcriminalità. Non ci vuole un genio o un economista per capirlo. Ma abbiamo il Governo Letta... meno male... ora siamo a cavallo!

Ovviamente spero che la mia analisi, che appare infausta, sia assolutamente infondata ed errata. Spero di essere smentito dai fatti, spero che il nuovo Governo restituisca vigore all'economia di questo Paese e, ancor più, restituisca dignità e soprattutto lavoro alla gente. E' importante, è il fondamento della nostra Repubblica. Lo sancisce il primo articolo della nostra bella Costituzione.


1 commento:

riccardo ha detto...

Ciao.
Purtroppo, temo che la tua analisi, "che appare infausta", in futuro non potrà rivelarsi "assolutamente infondata ed errata."
Dico questo perchè vedo sorgere un presidenzialismo di fatto o comunque un protagonismo senz'altro non previsto dalla Costituzione... la sola "guardiana" della democrazia.
Inoltre, vedo che il premier Letta non ha molta voglia di prendere le distanze dalla cosiddetta agenda Monti.
Aggiungo che l'agenda in questione non si discosta molto dai diktat dell'odiosa trojka (Bce, Fmi, Ue)... trojka che ha imposto lacrime e sangue a tanti ed incolpevoli cittadini europei.
"Dulcis" in fundo, lo stesso Fmi ha ammesso d'aver sbagliato stime e "rimedi", ha ammesso che il rigore non sta aiutando la crescita. Ma non ha mica fatto marcia indietro!
E temo proprio che il nostro Paese (nuovo governo incluso) non farà molto per sganciarsi da questo cupio dissolvi.
Buona giornata, anche se ormai certi auguri sembrano dannatamente ironici!

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