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Ho 47 anni, ho due figli e vivo a Roma. Mi piace viaggiare, fotografare, leggere e andare in moto. Mi interessa tutto ciò che riguarda la tecnologia. Sono appassionato di politica e di sindacato, che seguo anche a livello europeo per conto della Falbi. Sono un tifoso giallorosso: della Roma e della squadra della mia città di origine, il Catanzaro.

venerdì 18 gennaio 2013

Santoro magistrale ieri sera... e un ingenuo Saviano

Il video dell'introduzione di Servizio Pubblico di ieri sera, dal sito di "Repubblica", che oggi, stranamente, non dedica una riga alla trasmissione. Da vedere. E sottoscrivo parola per parola quello che ha detto Santoro, che non è un eroe, ma è soltanto un signore che sa fare molto bene il lavoro di giornalista.

Leggo, sempre sul sito di Repubblica, uno sconcertante articolo di Roberto Saviano, il quale dapprima si indigna perché Berlusconi ha ottenuto nuovamente un pulpito televisivo, con il quale l'ex premier ha una certa dimestichezza e può prendere in giro gli stolti Italiani che poi lo voterebbero. Forse Saviano dimentica che Berlusconi è PROPRIETARIO di tre reti televisive, e che difficilmente le sue emittenti potrebbero fare a meno di ospitarlo.

Quindi qual è la soluzione proposta dall'ottimo e democratico Saviano? Silenziare Berlusconi, anzi no, perché altrimenti sarebbe censura; bisogna farlo parlare in TV senza platea. 

Oppure, caro Saviano, intervistalo tu Berlusconi; magari, visto che il "ragazzo" è scafato e sa difendersi bene, fatti aiutare da uno dei "pierini" di Repubblica. Poi ne riparliamo.

Se il nostro Paese non la smetterà di incensare i vari soloni di turno, i vari "deus ex machina" che di tanto in tanto compaiono sulla scena, non risorgerà mai. Dobbiamo puntare alla collettività, al lavoro, smettiamola di costruirci falsi idoli, che si rivelano, sistematicamente, di cartapesta. 

Impariamo la Costituzione, quantomeno i principi fondamentali, per ottenere i quali tanti e tanti Italiani non hanno esitato, per decenni, a sacrificare la propria vita. E poi raccontiamola ai nostri figli. 

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